FAQ



  • Animal Care Clinica Veterianaria
  • COS’E' LA LEISHMANIOSI CANINA?

    La Leishmaniosi canina è una grave malattia protozoaria sostenuta da Leishmania Infantum e trasmessa attraverso un vettore, il flebotomo attivo da aprile-maggio a settembre-ottobre. Come molte altre malattie trasmesse da un vettore, è una patologia sempre più governata da fattori bioclimatici nonché dai fenomeni di globalizzazione e migrazione estendendosi dai Paesi tropicali all’Europa.
    E’ una zoonosi, pertanto trasmissibile all’essere umano sempre tramite la puntura del flebotomo. Presenta un quadro clinico molto complesso ed eterogeneo che va dai sintomi sistemici a quelli cutanei dovuti al deposito di immunocomplessi, il fulcro della patogenesi della malattia, tali da dare gravi e, spesso irreversibili, danni renali. Il veterinario informerà i proprietari dei cani più a rischio sulle strategie preventive da adottare: non solo adeguati repellenti da impiegare sull’animale durante la stagione estiva ma anche la profilassi vaccinale, un’arma di prevenzione supplementare nata nel 2012.
     
    Fondamentale è poi il ruolo della diagnosi precoce attraverso l’impiego di test sierologici di screening come la IFAT e l’ELISA che è opportuno proporre circa 4 mesi dopo il periodo di massima esposizione al rischio.

  • COSA SI INTENDE PER STERILIZZAZIONE?

    Con questo termine si indicano l’ ovario-isterectomia e l’ ovariectomia (rimozione chirurgica di ovaie e utero o delle sole ovaie ) e l’ orchiectomia (rimozione chirurgica dei testicoli ).
    La loro indicazione principale è la limitazione della riproduzione, ma sono consigliate anche per prevenire o trattare i tumori influenzati dagli ormoni sessuali ( es., tumori mammari, tumori testicolari, adenomi perianali ), per tenere sotto controllo o risolvere alcune patologie dell’ apparato riproduttore (es., la piometra, l’ endometrite, la prostatite, l’ ascesso prostatico ) e per favorire la stabilizzazione di alcune malattie sistemiche ( il diabete, l’epilessia ).
    In alcuni animali si praticano la sterilizzazione o la castrazione allo scopo di prevenire o modificare determinate anomalie comportamentali.

    “ Chirurgia dei piccoli animali” T.W. Fossum sec. Edizione italiana

  • QUANDO STERILIZZARE LA FEMMINA?

    E’ vero che si dovrebbe permettere al cane di avere almeno una gravidanza? Falso: è meglio sterilizzare il cane il prima possibile. La sterilizzazione previene l’ insorgenza di tumori mammari. Quanto prima si sottopone il cane all’ intervento, maggiore è la possibilità di prevenire la neoplasia.

    - Sterilizzazione prepubere (prima del primo estro)= 0,5% di rischio.
    - Sterilizzazione dopo il primo estro= 8% di rischio
    - Sterilizzazione dopo il secondo estro= 26% di rischio.

    Il 50% è rappresentato da carcinomi maligni, adenocarcinomi e sarcomi; il restante 50% da tumori benigni. Inoltre l’ intervento previene l’ insorgenza di altre patologie neoplastiche è non, a carico dell’ apparato riproduttore (pseudogravidanze, piometra, tumori ovarici e uterini).

  • PERCHE’ STERILIZZARE IL MASCHIO?

    Nei maschi le indicazioni riguardo alla sterilizzazione sono leggermente diverse. Oltre ad eliminare la possibilità di insorgenza di tumori  testicolari e limitare ad una percentuale esigua l’insorgenza di tumori prostatici, la castrazione influisce in maniera significativa sul comportamento del cane maschio, in particolare in situazioni di aggressività.

  • COS’è IL COLPO DI CALORE E COME DOVREBBE INTERVENIRE IL PROPRIETARIO?

    l colpo di calore è una vera e propria emergenza estiva potenzialmente letale se non si interviene efficacemente e con tempestività soprattutto se in presenza di cardiopatie e patologie respiratorie.
    E’ quindi fondamentale sensibilizzare le persone sulla pericolosità di lasciare un animale in auto durante l’estate in quanto all’interno dell’autovettura la temperatura raggiunge il doppio di quella esterna e, inoltre, limitare molto l’ esercizio fisico intenso quando la temperatura esterna è superiore ai 25 gradi.
    Patologie respiratorie ,come ad esempio, la sindrome brachicefalica o la paralisi laringea, favoriscono ulteriormente il colpo di calore. Ricordiamo che i cani e i gatti sono molto più predisposti al colpo di calore rispetto all’uomo in quanto il loro sistema di raffreddamento corporeo è molto meno efficace e rapido del nostro. Si verifica quindi un innalzamento della temperatura corporea (41 C°) derivante dall’incapacità dell’organismo di dissipare il calore.
    L’evaporazione è il processo più importante per la dissipazione del calore; l’uomo è in grado di attuarla mediante la sudorazione mentre i nostri animali, sudando solo a livello dei cuscinetti plantari, devono necessariamente attuarla mediante la respirazione. I sintomi del colpo di calore sono aumento della frequenza cardiaca e respiratoria, respiro affannoso a bocca aperta, vomito, deambulazione difficoltosa, mucose congeste, stupore e infine crisi convulsive e collasso cardio-circolatorio.
    Il proprietario deve affrettarsi a portare il proprio animale dal medico veterinario più vicino che gestirà con l’adeguata fluidoterapia e il protocollo terapeutico più mirato l’imponente disidratazione e lo stato di shock ipovolemico .
    Prima dell’arrivo dal veterinario, sono spesso un salva vita le misure d’emergenza che tutti i proprietari possono applicare; la prima operazione da attuare è abbassare gradualmente la temperatura corporea bagnando il paziente con acqua fresca e raffreddandolo con un ventilatore. Evitare assolutamente bagni d’acqua gelida e ghiaccio in quanto possono causare vasocostrizione periferica o l’induzione di brividi e quindi far aumentare la temperatura in maniera paradossa.

  • QUANDO APPLICARE L’ANTIPARASSITARIO AL CANE E AL GATTO?

    Esistono in commercio oramai diversi tipi di antiparassitari, con modalità di applicazione e spettro di azione differenti; per questo motivo è necessario chiedere sempre al  medico veterinario di fiducia consigli sull’uso dell’antiparassitario nel cane e nel gatto.
    Fino a qualche anno fa veniva consigliato l’uso dell’antiparassitario solo nel periodo primaverile-estivo, attualmente considerando il ciclo vitale di pulci, zecche e pidocchi e la loro capacità di sopravvivere a condizioni ambientali estreme, si è esteso l’uso di tali molecole a tutto l’anno.
    La scelta della molecola varia a seconda del periodo dell’anno, dell’ambiente in cui vive l’animale e dell’eventuale convivenza di specie animali diverse, alcuni antiparassitari possono infatti risultare tossici e letali per il gatto e assolutamente adatti e innocui nel cane.
    L’utilizzo corretto di tali molecole permette al proprietario di coprire l’animale dall’attacco dei più comuni parassiti e di evitare fastidiose forme di dermatiti allergiche causate dalla saliva irritante delle pulci, inoltre gli antiparassitari di ultima generazione agiscono sull’ambiente evitando alle uova e alle forme larvali di invadere lo stesso rendendolo più salubre.

  • IN VIAGGIO CON CANE E GATTO : COSA BISOGNA SAPERE?

    Il Regolamento dell'Unione Europea n. 998 del 2003 detta norme particolari in materia di movimento di cani, gatti e furetti in riferimento all'Unione stessa. A questo proposito per definire gli adempimenti bisogna preliminarmente distinguere se l'animale entra, esce o si sposta all'interno dell'Unione Europea.

    In caso di uscita dall'Unione Europea bisognerà fare riferimento alle norme vigenti nel Paese di destinazione, per cui sarà necessario prendere informazioni in merito presso le ambasciate o i consolati dei Paesi stessi. Si sconsiglia di fare riferimento ad eventuali siti web, più o meno ufficiali, in quanto le norme possono cambiare con una frequenza maggiore rispetto agli aggiornamenti dei siti. A questo proposito bisognerà tenere altresì presente che, in alcuni Paesi, vige il divieto di detenzione di alcune razze canine che, quindi, non potranno essere ivi introdotte.

    Per rientrare in Italia da un Paese extraUE viene generalmente richiesto l'adempimento ad una serie di condizioni così riassumibili:

    1. Identificazione mediante microchip;
    2. Immunizzazione in corso di validità (somministrazione effettuata da almeno 21 giorni e da non oltre il termine di validità del farmaco) con un vaccino antirabbico
    3. Rilascio del modello di Passaporto predisposto per cani, gatti e furetti
    4. Sottoposizione con esito positivo ad esame sierologico che attesti la presenza di un titolo anticorpale antirabbico superiore ai limiti di legge. Questo esame deve essere effettuato almeno un mese dopo la somministrazione del vaccino antirabbico e almeno 3 mesi prima del rientro in Italia. Il termine dei 3 mesi sussiste solo se il test viene effettuato al di fuori dell'UE.
    L'adempimento di cui al punto 4 non è richiesto in caso di rientro dai seguenti Paesi extraeuropei: Andorra, Svizzera, Islanda, Liechtenstein, Monaco, Norvegia, Isola dell'Ascensione, Emirati Arabi Uniti, Antigua e Barbuda, Antille olandesi, Australia, Aruba, Barbados, Bahrein, Bermuda, Canada, Cile, Figi, Isole Falkland, Hong Kong, Croazia, Giamaica, Giappone, Saint Kitts e Nevis, Isole Cayman, Montserrat, Maurizio, Nuova Caledonia, Nuova Zelanda, Polinesia francese, Saint Pierre e Miquelon, Federazione russa, Singapore, Sant'Elena, Taiwan, Stati Uniti d'America, Saint Vincent e Grenadine, Vanuatu, Wallis e Futuna, Mayotte. Per il movimento di animali in entrata o in uscita tra Italia, San Marino e lo Stato Città del Vaticano non è richiesta alcuna formalità.

    Nel caso di movimento dall'Italia ad un altro Paese dell'UE sarà necessario adempiere agli obblighi di cui ai punti 1, 2 e 3 sopra riportati. Nel caso di viaggi in Irlanda, Malta, Svezia e Regno Unito bisognerà adempiere anche al punto 4; in questi casi il test dovrà essere effettuato almeno 120 giorni prima (Svezia) oppure 6 mesi prima (Irlanda, Regno Unito, Malta) dell'espatrio. Per l'introduzione degli animali in alcuni Paesi, inoltre, è previsto l'obbligo di trattamenti preventivi, con tempistiche diverse, contro la tenia echinococco (Finlandia, Malta, Svezia, Irlanda, Regno Unito) e le zecche (Irlanda, Malta e Regno Unito).
    Per rientrare in Italia da un Paese dell'UE, infine, sarà necessario osservare gli obblighi di cui ai sopra citati punti 1, 2 e 3. Si sottolinea, tuttavia, che non è permesso ad alcun titolo l'ingresso nel nostro Paese di animali con età al di sotto dei 3 mesi e 21 giorni.
    Un caso particolare è rappresentato, nel caso di viaggi all'estero con animali, dall'eventualità che questi ultimi si stiano sottoponendo a terapie con medicinali stupefacenti e psicotropi (utilizzati per esempio per terapie antalgiche, tranquillanti, sedative ecc.), per cui i proprietari siano costretti a portare con sé tali farmaci. Se la quantità supera quella di una confezione per ogni medicinale, sarà necessario richiedere al proprio veterinario una certificazione che ne attesti la liceità del possesso, su modello predefinito dalla legge, da presentare all'autorità doganale in uscita dal territorio italiano. Tale certificazione ha validità di 3 mesi e potrà essere utilizzata anche in occasione del rientro sul territorio italiano. Dato che per alcune preparazioni di medicinali stupefacenti o psicotropi tale procedura non è richiesta, tuttavia, è sempre consigliabile chiedere al proprio veterinario puntualizzazioni sulla necessità della redazione del certificato.
    Nel caso, infine, di trasporto di animali in Sardegna, differentemente da quanto succedeva in passato, non è più richiesto l'obbligo di vaccinazione antirabbica. Lo stesso adempimento potrebbe, tuttavia, essere richiesto dai regolamenti interni delle compagnie aeree o navali con cui si viaggia, per cui è sempre consigliabile informarsi in merito, con debito anticipo sulla data in cui è previsto il trasferimento.

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